Conoscere il funzionamento del 730 precompilato in relazione alla previdenza complementare può essere molto utile: è proprio in fase dichiarativa, infatti, che si tirano le somme sui contributi versati e sull'effettivo risparmio ottenuto grazie alla deduzione fiscale.
In questo articolo vedremo innanzitutto come funziona la deduzione dei contributi versati a Fondoposte e quale importante novità è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2026.
Vedremo poi dove trovare i dati relativi al Fondo da inserire nel 730, scoprendo quali informazioni vengono indicate direttamente nel modello precompilato e dove, invece, occorre intervenire manualmente.
Faremo inoltre un approfondimento su cosa accade ai contributi non dedotti, cioè a quei versamenti che superano il plafond annuale.
Infine, forniremo il “calendario delle scadenze” relative al 730 precompilato per rimanere in regola con tutti gli adempimenti.
In caso di dubbi, invitiamo comunque gli aderenti a consultare il proprio CAF o il consulente fiscale di fiducia.
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Fondoposte nel 730: il vantaggio della deducibilità
Aderire a Fondoposte, oltre a consentire di costruire una pensione integrativa a quella pubblica, offre un vantaggio fiscale immediato: i contributi versati dal lavoratore e dall’Azienda durante l'anno riducono il reddito imponibile, ovvero la base su cui si calcolano le imposte. Questo si traduce in meno tasse da pagare.
Attenzione: il TFR conferito alla previdenza complementare non rientra tra i contributi deducibili, poiché è soggetto a un regime fiscale separato e agevolato al momento della richiesta della prestazione pensionistica.
Un esempio pratico
Immaginiamo che nel corso del 2025 siano stati versati 2.000 euro a Fondoposte e che l'aliquota IRPEF marginale applicabile (lo scaglione più alto in cui ricade il reddito) sia del 33% (redditi tra i 28 e i 50 mila euro). La deduzione abbassa l'imponibile di 2.000 euro, generando un risparmio fiscale netto di 660 euro.
I tetti di deducibilità tra 2025 e 2026
La dichiarazione dei redditi tramite modello 730/2026 prende in esame i redditi percepiti e i versamenti effettuati nell'anno d'imposta 2025. Per questo motivo, la soglia massima di deducibilità da applicare è ancora pari a 5.164,57 euro.
Il nuovo limite di 5.300 euro, introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 (Legge 199/2025), è invece attivo per i versamenti effettuati a partire dal 1° gennaio 2026 e si applicherà concretamente nella dichiarazione dei redditi del prossimo anno (modello 730/2027).
Il bonus per i lavoratori di prima occupazione
Per chi ha iniziato a versare i contributi previdenziali obbligatori dopo il 1° gennaio 2007 è previsto un ulteriore incentivo.
Se nei primi 5 anni di partecipazione al Fondo i versamenti complessivi sono rimasti al di sotto del tetto massimo consentito, la differenza non sfruttata si trasforma in un plafond extra.
Questo credito può essere recuperato nei 20 anni successivi attraverso una quota deducibile aggiuntiva.
Per i versamenti effettuati fino al 2025 la quota aggiuntiva annua massima recuperabile è pari a 2.582,29 euro, mentre per i versamenti effettuati dal 2026 la quota sale a 2.650 euro.
Dove trovare i dati di Fondoposte nel modello precompilato
Come lascia intendere il nome stesso, nel 730 precompilato molti dati vengono già inseriti in automatico dall'amministrazione finanziaria.
Fondoposte comunica infatti ogni anno all'Agenzia delle Entrate i versamenti effettuati dagli aderenti. Allo stesso modo, il datore di lavoro trasmette le medesime informazioni tramite la Certificazione Unica (CU), il documento che attesta i redditi e le ritenute dell'anno precedente e che riporta i dati sui contributi dedotti e non dedotti, rispettivamente ai punti 412 e 413.
Il risultato è che, nella maggior parte dei casi, i contributi versati al Fondo compaiono già all'interno della dichiarazione. Tuttavia, non bisogna dare per scontato che i dati siano sempre completi e corretti: soprattutto in presenza di contributi volontari versati tramite bonifico, e non tramite trattenuta in busta paga, è fondamentale verificare che questi importi siano stati recepiti.
Dopo aver effettuato l'accesso al portale dell'Agenzia delle Entrate, prima ancora di convalidare la dichiarazione, è possibile consultare il Foglio Riepilogativo che elenca in modo sintetico le voci già caricate dall'amministrazione, come evidenziato nella guida ufficiale "La dichiarazione precompilata 2026". In questo elenco compare anche la sezione relativa alla previdenza complementare, che rappresenta il punto di partenza consigliato per capire quali dati siano già presenti e quali, eventualmente, vadano aggiunti manualmente.
Il Quadro E: i righi dedicati al fondo pensione
Per chi accede alla modalità di compilazione ordinaria, o vuole verificare nel dettaglio i valori inseriti, il riferimento è il Quadro E - Oneri e Spese, Sezione II.
È qui che vengono dichiarati i contributi versati alla previdenza complementare, nei righi da E27 a E30.
Qualora si opti esclusivamente per i versamenti tramite trattenute in busta paga, non bisogna fare nulla: ci pensa la Certificazione Unica.
Se, invece, sono stati effettuati dei bonifici aggiuntivi, si consiglia di verificare che siano riportati nel quadro E.
Infine, in caso di superamento del limite di deduzione di 5.300 €, è fondamentale comunicare l'eccedenza al fondo entro il 31 dicembre dell'anno successivo.
Se nel corso del 2025 sono stati versati importi superiori a 5.164,57 euro (soglia innalzata a 5.300 euro a partire dall'anno d'imposta 2026), la quota eccedente non viene persa, ma è necessario compiere un adempimento specifico.
In questo caso, infatti, occorre comunicare formalmente a Fondoposte l'importo dei contributi che non sono stati dedotti nella dichiarazione dei redditi. Questa comunicazione va inviata tassativamente entro il 31 dicembre dell'anno successivo a quello in cui è stato effettuato il versamento.
In questo modo, il Fondo registrerà che su quella specifica quota non si è fruito del bonus fiscale; al momento della futura erogazione della pensione integrativa, tale importo sarà esentato dalla tassazione finale, evitando così una doppia imposizione.
Le scadenze da ricordare per il 730/2026
Vediamo adesso come si articola lo scadenziario fiscale relativo al 730 per il 2026.
Data | Cosa succede |
30 aprile 2026 | Il 730 precompilato è disponibile in consultazione sul portale dell'Agenzia delle Entrate |
14 maggio 2026 | Da questa data è possibile accettare, modificare e trasmettere la dichiarazione |
31 maggio 2026 | Termine consigliato per la consegna dei documenti a CAF o commercialisti, che poi provvedono all'invio della dichiarazione per conto del contribuente |
30 settembre 2026 | Scadenza per l'invio del 730/2026 (sia autonomamente che tramite intermediario) |
Infine, ricordiamo che prima di accedere al portale è utile tenere a portata di mano:
- la Certificazione Unica 2026 (relativa ai redditi 2025), fornita dal datore di lavoro o dall'ente pensionistico;
- la comunicazione riepilogativa dei versamenti ricevuta dal Fondo.
Conclusione
Inserire correttamente i contributi versati a Fondoposte nel 730 precompilato è un'operazione piuttosto semplice, ma richiede attenzione.
I dati trasmessi automaticamente dal Fondo e dai datori di lavoro coprono la maggior parte dei casi, ma occorre comunque fare un'attività di controllo e prestare particolare attenzione ai versamenti volontari effettuati tramite bonifico per essere certi di ottenere il beneficio fiscale spettante.
Il consiglio pratico è quello di consultare il proprio CAF o consulente fiscale di fiducia prima di accettare e inviare il precompilato senza prima verificare il Foglio Riepilogativo e i valori nel Quadro E, confrontandoli con la propria Certificazione Unica: pochi minuti di verifica possono fare la differenza tra un rimborso corretto e un beneficio fiscale non sfruttato.
Messaggio promozionale riguardante forme pensionistiche complementari. Prima dell’adesione leggere la Parte I “Le informazioni chiave per l’aderente” e l’Appendice “Informativa sulla sostenibilità” della Nota informativa.